Archivio di settembre 2010

Italia maglia nera europea per i ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione e dei privati. Dal 2007 ad oggi la percentuale delle imprese italiane puntuali nei pagamenti con i propri fornitori è scesa di circa il 10%.

I numeri parlano chiaro e sono allarmanti: gli enti pubblici fanno attendere in media 128 giorni, rispetto ai 61 della media europea, mentre le aziende private saldano i fornitori in 88 giorni, 31 in più rispetto ai concorrenti d’Europea. Leggi il resto di questo articolo »

In vigore l’obbligo di invio delle comunicazioni telematiche per le prestazioni rilevanti ai fini Iva di importo superiore a 3 mila euro. La novità, conosciuta come fatturazione elettronica, consiste appunto nell’obbligo di comunicare le operazioni che si verificano, ricordando che l’eventuale comunicazione deve riguardare ogni singola operazione. Leggi il resto di questo articolo »

Parlamento, Consiglio e Commissione Ue hanno firmato un accordo sulla proposta di direttiva destinata a limitare i ritardi di pagamento delle fatture. Il compromesso raggiunto prevede che le amministrazioni pubbliche debbano pagare fornitori di beni e servizi entro 60 giorni.

Una volta scaduto questo termine verrà applicata una penale del’8%. Leggi il resto di questo articolo »

Codici e limiti differenti tra stato e stato. È quanto emerge dalle tabelle pubblicate martedì dall’agenzia delle Entrate che ha reso note le modalità applicative per inoltrare le istanze di rimborso dell’Iva assolta in un altro Stato Ue, da un contribuente nazionale, ai sensi dell’articolo 38 bis 1 del Dpr 633/72. Prosegui la lettura su www.ilsole24ore.com

Semplificate le regole di emissione delle fatture elettroniche con libertà per i soggetti passivi di strutturare controlli interni di gestione idonei ad assicurare l’autenticità dell’origine e l’integrità del contenuto documentale. Sinora tali requisiti potevano essere garantiti solamente attraverso l’apposizione di firma digitale o l’utilizzo di trasmissioni Edi (Electronic data interchange), vale a dire l’interscambio di dati tra sistemi informativi. Prosegui la lettura su www.ilsole24ore.com

Per la dichiarazione fraudolenta è sufficiente che le false fatture siano inserite nella documentazione fiscale dell’azienda. Tanto basta per dare concretezza all’atteggiamento di «avvalersi» richiesto dalla norma penale. Prosegui la lettura su www.ilsole24ore.com